Le radici bruciate (terza parte)
C’è stato un momento in cui le mie radici erano l’islam. E nient’altro. Ed è con queste radici che, improvvisamente, mi sono ritrovata catapultata nel cosiddetto kufr, nella stessa identica condizione da miscredente che avevo prima di andarmene alla ricerca di una umma e di un vita liberamente e totalmente islamica. Ero convinta che il mio islam non sarebbe sopravvissuto senza niqab e anche senza hijab, in una casa piena di santini e crocifissi, attorniata da porchette e fermentati in ogni dove, rubandomi gli angoli di tempo per le preghiere e costretta a chiudermi a chiave per nascondermi e concentrarmi, come stessi facendo chissà quale stranezza. Ero convinta che avrei ceduto e che avrei perso l’iman, la fede.
E invece ora so esattamente che cosa si perde, vivendo così, da “laici”. Si perdono la forza e la determinazione, si perde il contatto quotidiano con Dio, si perde di vista la strada e si perde un sacco di tempo.
Certo che sono d’accordo che possa esistere un islam “laico”! Lo vivo ogni giorno e so esattamente di che cosa si tratta. Si tratta, per la precisione, di scegliere quanto sei disposto a soprassedere sulle prescrizioni islamiche, quanto sei disposto a spingerti contro te stesso a favore del quieto vivere con la società che ti circonda, di scegliere quanto vuoi perdere.
Per tutto il mondo non islamico un buon musulmano si giudica proprio da questo: da quanto si è disposti a scendere a compromessi, da quanto di è disposti a rinunciare al proprio islam in favore… di cosa? Della convivenza pacifica? Alla faccia della convivenza pacifica! Il Libano, Paese laico per definizione, non ha certo avuto grandi benefici da questo protrarsi verso l’occidente! Ora che avrebbe bisogno dell’aiuto dei sostenitori dei laici, dell’aiuto delle forze politiche internazionali che propugnano la laicizzazione dell’intero mondo arabo, ecco che quelle forze voltano le spalle e si fanno i fatti loro. E allora ditemi, vorrei proprio sapere per quale strano e astruso motivo noi si dovrebbe tutti rinunciare alla nostra vita spirituale? In favore di cosa?
Per essere tutti uguali, tutti omologati con un’etichetta appiccicata sulla fronte: non sono un terrorista? Per non essere massacrati come animali da macello con il beneplacito di tutta la congregazione internazionale, solo perché ci si veste in un modo differente e si prega un po’ più spesso degli altri? Lia dice che in fondo non è vero, che, magari, ci sono anche lì i ragazzini sciroccati, amanti del rock, dell’eavy metal e dell’hip hop, che c’è anche un mondo uguale, tale e quale al nostro laggiù, che ci fanno vedere solo le donne hijabate solo per propaganda e che, magari, in realtà sono in poche a indossarlo, più o meno come qua. Che noi, donne musulmane d’Italia dovremmo essere più “laiche” e dimostrare che un islam molto free è più che possibile, che continuiamo ad essere le persone normali e tranquille (?!) che conoscevate fino a qualche istante prima della conversione, che non siamo diventate aliene, pazze scatenate o robotiche, come qualcuno sicuramente pensa di noi.
Ma certo che è così. Certo che ci sono i ragazzi sciroccati e le donne in decolté e i rappresentanti con la 24ore e i muratori, i calzolai, gli elettricisti, le cassiere, le estetiste! E c’è anche Kadmous, che mangia l’insalata con la marmellata, ma mi sembra più italiano e più laico di me.
Eppure io non credo che diventare tutti uguali serva a qualcosa. Anzi penso che sia la cosa più degenerativa che possa succedere al mondo. Invece penso che la cosa più intelligente da fare sia quella di imporre la diversità, come qualità inalienabile del mondo e della civiltà: il niqab e la canotta, l’islam e il buddismo, la storia dei popoli e delle religioni, la geografia a portata di mano, il globo terrestre che ti passa davanti agli occhi mentre tu stai in giro per… chessò… Ascoli Piceno!
Quando il razzismo riguardava il colore della pelle l’idea più felice non è certo stata quella di sbianchire la pelle a tutti i neri, così i bianchi , finalmente, avrebbero iniziato a pensare che i neri erano identici a loro! E per i musulmani è uguale! Se uno porta la barba, porta la barba: che diamine! Non è mica la fine del mondo! Semplicemente è un musulmano con la barba!
Io ho dovuto bruciarle, le mie radici islamiche, ma a malincuore. Ho dovuto bruciarle perché sono una mamma singol e perché faccio un lavoro da maschio e perché non ho una famiglia islamica o una umma attorno a me. Ho dovuto bruciarle per una questione di necessità e non per diletto. E così, agli occhi del mondo occidentale, non c’è poi molta differenza tra me e un Magdi Allam, se non fosse per il fatto che io amo l’islam e Magdi? Bhò! A me sembra che lo odi con tutte le sue forze.
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