lunedì, dicembre 31, 2007

Petizione: Abou Elkassim Britel libero e vivo

La petizione per l'immediata liberazione di Kassim è appena stata inserita sul sito di petitionOnline. E' rivolta al Governo italiano, alla Commissione europea e al Parlamento europeo.
Chi, sin d'ora, vorrà sostenerci
inoltrando subito la propria adesione, sarà al nostro fianco tra i primissimi firmatari del documento.
Invitiamo tutti a diffondere ovunque la voce di Kassim.
Di seguito, il testo del documento.

Abou Elkassim Britel, nato in Marocco e cittadino italiano dal 1999, è in sciopero della fame dal 16 novembre 2007 in un carcere marocchino.
Dopo quasi 6 anni di ingiusta detenzione chiede di essere liberato: non ha commesso reati.
Da marzo 2002 Kassim ha subito: extraordinary rendition, arresti arbitrari, detenzioni segrete con torture e violenze di ogni genere, un processo affrettato ed iniquo, carcere duro.
Il Parlamento europeo nella sua Risoluzione n° 2006/2002 (INI)/feb 2007: « 63. condanna la consegna straordinaria del cittadino italiano Abou Elkassim Britel, che era stato arrestato in Pakistan nel marzo 2002 dalla polizia pakistana ed interrogato da funzionari USA e pakistani, e successivamente consegnato alle autorità marocchine ed imprigionato nella prigione di "Temara", dove è ancora detenuto; sottolinea che le indagini penali in Italia contro Abou Elkassim Britel erano state chiuse senza che egli fosse incriminato; 64. si rammarica che secondo la documentazione trasmessa alla commissione temporanea, dall'avvocato di Abou Elkassim Britel, il Ministero degli Interni italiano all'epoca fosse in "costante cooperazione" con servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim Britel dopo il suo arresto in Pakistan; 65. sollecita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l'immediato rilascio di Abou Elkassim Britel ».
La sua innocenza è provata anche dalle conclusioni della magistratura italiana che ha archiviato l’indagine su di lui « rilevato che gli ulteriori accertamenti disposti, intercettazioni telefoniche ed accertamenti bancari, non hanno fornito alcun supporto all'accusa », (9745/06) set.06
Kassim attua questa forma di protesta estrema dopo che lui e sua moglie, innumerevoli volte nel corso di questi anni, si sono rivolti con fiducia sia alle autorità italiane che marocchine senza risultato alcuno, anzi durante lo sciopero della fame un trasferimento ha peggiorato le condizioni di reclusione.
Ogni ora che passa aggrava la situazione: la sua vita è ormai in grave pericolo. Insieme alla debolezza fisica aumenta anche la sua determinazione.
Chiediamo insieme di salvare la vita di Abou Elkassim Britel rendendogli al più presto la dovuta libertà:
- al Governo italiano un passo concreto e deciso per la liberazione di Abou Elkassim Britel,
- alla Commissione europea ed al Parlamento europeo un’efficace azione a sostegno di queste richieste urgenti, in considerazione dell’art. 2 dell’ACCORDO EUROMEDITERRANEO di associazione UE-Marocco, in vigore dal 2000: « il rispetto dei principi democratici e dei diritti fondamentali dell’uomo, quali enunciati nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ispira le politiche interne e internazionali della Comunità e del Marocco e costituisce elemento essenziale del presente accordo ».
Per favore, inserite nome e cognome, solo così la vostra adesione sarà valida, grazie.
Sottoscrivi

alhamdulillah alle 21:55 in: segnalazioni, giustizia per kassim
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sabato, dicembre 29, 2007

Riaggiornandoci

Come promesso, ben presto an-nisa ricomincerà ad occuparsi della questione femminile, con particolare riferimento alle tematiche relative al matrimonio islamico e al contratto matrimoniale.
La pausa che ci stiamo prendendo è indispensabile per dare il dovuto rilievo allo
sciopero di Kassim e alle azioni che ne verrano.
D'altra parte, già nelle premesse,
si era detto che, a casi come questo, avremmo dato priorità assoluta.
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che ci stanno sostenendo e che vorranno continuare a farlo, nei prossimi giorni più che mai.

alhamdulillah alle 21:39 in: donne, giustizia per kassim, femminismo islamico
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giovedì, dicembre 27, 2007

Libertà per Kassim, il blog

Finalmente un blog dedicato a Kassim in cui saranno presentati, di volta in volta, i documenti già presenti sul sito e gli aggiornamenti della campagna per la sua liberazione.
Intanto, per favore, tenetevi pronti per sottoscrivere e diffondere al massimo la petizione che stiamo preparando.
Le e-mail di sostegno diventano sempre di più e la partecipazione diventa sempre più calda. Per favore, facciamo in modo che questi 42 giorni di sciopero della fame di Kassim non siano stati vani!

alhamdulillah alle 11:49 in: giustizia per kassim
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martedì, dicembre 18, 2007

Giustizia per Kassim, per favore, adesso!

Appello per Abou Elkassim Britel in sciopero della fame dal 16 novembre 2007 nel carcere di Äin Bourja, Casablanca 

Sono la moglie di Abou Elkassim Britel, l'unico cittadino italiano, a quanto si sa, vittima di extraordinary rendition ad opera della Cia nel maggio 2002.
Da allora mio marito Kassim non è più potuto tornare in Italia, nella nostra casa di Bergamo. Gli sono toccate in sorte detenzioni illegali, torture, trattamenti disumani e degradanti, un processo iniquo, a seguito del quale è tuttora detenuto in Marocco, suo paese d'origine.
Da molti anni mi adopero per far conoscere la verità sul suo caso e per alleviare le sofferenze del mio compagno, ma il silenzio intorno alla vicenda persiste ed impedisce una sua equa soluzione.
Ci siamo rivolti al Governo italiano perché prenda quelle « misure concrete per ottenere l'immediato rilascio » che la Risoluzione del Parlamento europeo sui voli Cia sollecita, ricevendo solo risposte burocratiche.
Da 32 giorni Kassim è in sciopero della fame, chiede di essere liberato: non ha commesso reati.
Il nostro desiderio più grande è riprendere una vita degna di tale nome e ricostituire la nostra famiglia.
Mio marito è fortemente determinato, il suo fisico provato da violenze e privazioni, potrebbe non reggere questa prova tanto impegnativa, ma questa è l'unica azione dignitosa che ha potuto intraprendere.
Sono preoccupata ed addolorata, consapevole che solo un forte movimento di opinione riuscirà ad indurre il nostro Paese ad impegnarsi per questo suo cittadino, ecco perché chiedo anche il Suo aiuto.

Tutte le informazioni sono su: www.giustiziaperkassim.net

Se ritiene di partecipare a questa azione positiva ed aiutarmi a salvare la vita di mio marito:

·   partecipi alla campagna di Fair Trials International scrivendo lettere agli indirizzi indicati e dandone notizia con una mail a questa associazione di avvocati inglesi,

·   inoltri questo appello a tutti i Suoi contatti,

·   parli con i Suoi amici e conoscenti di questa tragica vicenda,
 Grazie, insieme possiamo riuscire                        

khadija anna lucia pighizzini (Bergamo, 17 dicembre 2007)

___________________________________________________________

Dal sito:

Fair Trials International promuove un'azione per la liberazione di Abou Elkassim Britel :

1. lettere o messaggi che esprimano la preoccupazione per le sue condizioni e la richiesta della sua liberazione vanno inviate a:

-  Ambasciata d'Italia, 2 Zankat Idriss Al Ahzar, Rabat, Marocco;

-  On. Massimo D'Alema, Ministro degli Affari Esteri, Piazzale della Farnesina 1 - 00194 Roma, Italia; 

-  On. Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, Largo Luigi Daga 2, I - 00164 ROMA, Italia;

-  Sua Altezza Reale Mohammed VI, re del Marocco, Palazzo Reale, Rabat, Marocco

2. una mail (clic su 'contact us' nel sito di Fair Trials International) di conferma e sostegno direttamente all'associazione che si occupa di cittadini europei, coinvolti in procedimenti penali all'estero, i cui diritti sono stati violati o rischiano di esserlo.

Kassim e Khadija ringraziano tutti coloro che li stanno sostenendo, ogni mail, ogni messaggio è per noi aiuto e prezioso incoraggiamento, grazie!      

alhamdulillah alle 22:32 in: giustizia per kassim
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martedì, dicembre 18, 2007

Aid mubarak...

...A TUTTI, CHE LA PACE E LE BENEDIZIONI DI ALLAH, GLORIA A LUI, SIANO SU TUTTI VOI!

muslima alle 17:36 in:
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domenica, dicembre 16, 2007

Giustizia per Kassim, prima possibile, per favore!

Non credo ci sia nulla da aggiungere alle parole di Khadija. Mi limito a riportare quello che lei ha scritto su www.giustiziaperkassim.net e a manifestarle in tal modo tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza.

Oggi fanno trenta giorni che Kassim Britel rifiuta il cibo: giorni senza riposo, di silenzio, di sofferenza, di attesa. 
Ad Ain Bourja, Kassim cerca di tenersi ritto mentre prega, ignorando i battiti affrettati a tagliare il respiro, la testa pesante, il ventre spalancato a reclamar pienezza, le viscere doloranti e acquose, la schiena che pare spezzata…
Così ieri è svenuto, i suoi compagni l'hanno aiutato, il medico gli ha contato le costole: è molto dimagrito, eppure di ora in ora cresce la sua determinazione, una determinazione che nulla può scalfire.
Ci sentiamo al telefono, umiliata io, una volta di più dal silenzio del nostro Paese, dal fluire delle mie giornate di lavoro come se nulla fosse, con il tarlo della sua possibile morte eppure solidale con lui fino in fondo, perché quest'ingiustizia che ci ha privato della vita deve finire, in un modo o nell'altro.
E gli racconto come meglio posso del bene che avremo, e lui ha un pensiero di fede, una parola buona che solleva la pena taciuta e nascosta. Con lui sono calma, so che non ci succederà nulla che non ci sia stato destinato.
Nella nostra casa vuota, lavoro come sempre per la vita di mio marito, pena e collera sono intollerabili, Kassim ha già patito troppe violenze e privazioni, so che non resisterà a lungo, già ora si poggia ad un bastone per muovere qualche passo, ieri non è stato in grado d'incontrare sua sorella…
Per il rispetto dovuto ad ogni vita, per la giustizia dovuta alla vittima innocente di una "guerra" non sua, per la nostra famiglia separata da quasi sei anni, che il Governo italiano si decida finalmente a portare a casa questo cittadino!
khadija- 15 dicembre 2007

Ascolta le parole di Kassim dal carcere >>>

Ancora la voce di Kassim, in Guantanamo Express>>>

Inoltre, su "il Manifesto" di oggi a pag. 3, « Io, musulmano italiano, lasciato marcire in Marocco » di Stefano Liberti ed un 'intervista a Claudio Fava di Alberto D'Argenzio.

Aggiornamento 17.12.2007 >>>

alhamdulillah alle 19:06 in: giustizia per kassim
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mercoledì, dicembre 12, 2007

 LA PAROLA AI SAPIENTI......

Giudicare le persone miscredenti, organizzare attentati e tutto cio’ che ne consegue come effusione di sangue e distruzione di edifici
 
L’Assemblea del Consiglio dei Grandi Sapienti, 49° incontro, tenuto a Taif e datato 02/04/1999
 
Lode ad Allah, Pace e Benedizioni sul Messaggero di Allah, la sua famiglia, i suoi compagni e tutti coloro che sono ben guidati sulla retta via.
 
L’Assemblea del Consiglio Generale dei Grandi Sapienti, nella sua 49° seduta, tenuta a Taif e datata 02/04/1419 H (1999 d.C.), ha studiato gli avvenimenti che hanno avuto luogo in molti paesi musulmani e altrove, e che riguardano il fatto di giudicare le persone miscredenti, organizzare attentati e tutto cio’ che ne consegue come spargimento di sangue e distruzione di edifici.
 
Vista la gravità del problema e le conseguenze che ne derivano, come l’annientamento di vite innocenti, la distruzione di beni, il terrore diffuso tra la gente e il crollo della loro sicurezza e tranquillità, l’Assemblea ha deciso di emettere un comunicato che spiega lo statuto di tali atti, per sincerità nei confronti di Allah e dei Suoi adoratori,per sgravio di coscienza e per dissipare tutte le ambiguità in coloro che non hanno ben capito la questione.
 
Noi affermiamo percio’, per grazia di Allah, che:
 
1. Giudicare le persone come miscredenti è un’opinione religiosa che spetta solo ad Allah e al Suo Messaggero, come il lecito, l’illecito e l’obbligatorio spettano solo ad Allah e al Suo Messaggero (sAaws).

Ummzakaria alle 09:20 in: jihad e resistenza
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mercoledì, dicembre 12, 2007

ALGERI, 11 dicembre 2007

E' coraggiosa, Sarah. A 11 anni ha scelto di andare a studiare ad Algeri, e a stare dai nonni. Porta il jilbab, perché le piace il jilbab della mamma. Sarah è fiera di essere musulmana. Questa mattina era a scuola. "Mamma, ascolta, NON PANICARE, capito?, NON PANICARE!  Alhamdulillah sto bene, non ti preoccupare...adesso ti racconto..." E' coraggiosa, Sarah. Lei non si è spaventata quando ha sentito il boato e le sono schizzati i vetri della finestra sul banco e tutto si è messo a tremare. Ha persino aiutato l'insegnante incinta ad evacuare l'aula. E scherzava. Scherzava perché non sapeva che cento metri più in là c'erano i corpi straziati di altri studenti, di altre persone, vittime di una follia che non ha niente di "fraterno"....E' una lunga "notte bianca", una di quelle passate a leggere, scrivere, riflettere e pregare...si'....soprattutto pregare...che Allah accolga le vittime in Paradiso,che le perdoni e che consoli le loro famiglie. Proprio adesso che la vita sembrava essere tornata alla normalità per le vie di Algeri, dopo la mattanza di sette anni di guerra civile... Ma che cosa vogliono? Ma dove stiamo andando? E perché?
Una delle risposte possibili... 


LA FONTE DELLA NOSTRA DEBOLEZZA
 
Shaykh Salih al-Fawzan 

L’importanza del principio fondamentale dell’Unicità (at-Tawhid) e le conseguenze dell’opposizione a tale principio.
Ummzakaria alle 04:02 in: jihad e resistenza
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martedì, dicembre 11, 2007

L'identità per esempio

Concetti che, periodicamente, vanno risistemati come si fa con i cassetti, uguale. L'identità, per esempio.
DaLia un bel cassetto ordinato.

alhamdulillah alle 22:10 in: segnalazioni, politica
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martedì, dicembre 11, 2007

“La divergenza della mia comunità è una misericordia”
 
Mi è capitato di dirlo qualche giorno fa in un mio commento a Mujahid. L’avevo sentito dire a mia volta e l’ho preso per buono, convinta che fosse un hadith autentico. Mi sbagliavo. Proprio in questi giorni, sfogliando tra le lezioni di sheykh al-Albani ho scoperto che si tratta di un hadith inventato! E siccome l’argomento è attuale, mi è sembrato opportuno tradurre l’articolo e proporvelo. Per chi non lo sapesse, al-Albani è uno dei più grandi studiosi di ahadith dei nostri tempi: ha svolto un enorme lavoro di riclassificazione degli ahadith e ha fatto pulizia di molte cose che nel corso dei secoli erano state introdotte senza alcun fondamento. Non che questo lo renda immune dall’errore: ha dato anche qualche opinione giuridica, a suo tempo, smentita poi da altri sapienti e che egli stesso ha rivisto ma i suoi studi restano comunque di alto valore e non si puo’ non tenerne conto. Come vedete non si smette mai di imparare...alhamdulillah! 
 
                                  Estratto da « Silsilat al ahadith adha’ifat » Vol.1
                                                                     Hadith 57
 
Sheykh Muhammad Nasser ad-din al-Albani
 
“La divergenza della mia comunità è una misericordia”
 
Non è un hadith. Non ha un’origine. Gli specialisti della scienza del hadith hanno cercato di trovargli una catena di trasmissione ma non ci sono riusciti.
Ummzakaria alle 04:57 in: hadith
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sabato, dicembre 08, 2007

Luminari d'islamistica

Se ci leggiamo quel che si dice su tale illustre prof. Silvio Calzolari, magari impariamo pure come si fa a diventare, di colpo, luminari d'islamistica. Dovesse tornarci utile, un giorno... Che ne sai?

alhamdulillah alle 21:02 in: segnalazioni, occidente contemporaneo
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mercoledì, dicembre 05, 2007

 Kassim continua lo sciopero della fame

Abou Elkassim Britel, l'unico cittadino italiano, a quanto si sa, vittima di extraordinary rendition è in sciopero della fame dal 16 novembre nel carcere di Äin Bourja, Casablanca.

 

La sua protesta per un miglioramento delle condizioni di detenzione e contro atti di grave violenza passati e attuali, è oggi finalizzata ad ottenere la sua liberazione, come preannunciato lo scorso 19 novembre.

 

Mio marito ha sottoscritto ed inoltrato una precisa dichiarazione in tal senso al Ministero di Giustizia marocchino il 3 u.s..

 

La sua decisione è ferma e motivata. La preoccupazione per la sua vita è molto seria, ma, lo ribadiamo, questa è l'unica azione possibile.

 

Abou Elkassim Britel subisce dal 2002 fatti di inaudita gravità sul piano dei diritti umani e civili.

 

Il caso è seguito da diverse Ong internazionali.

Cito solo gli interventi più recenti: Amnesty International ha inserito la vicenda di Abou Elkassim Britel nel rapporto sull'Italia al Comitato Onu contro la tortura in aprile 2007; Fair Trials International ha scritto, il 14 novembre 2007, ai Ministri D'Alema e Mastella per sostenere il rilascio immediato.

 

A febbraio 2007, il Parlamento europeo « sollecita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l'immediato rilascio di Abou Elkassim Britel » nella ' Risoluzione sul presunto uso dei paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri '.

 

Chiedo che il Governo italiano si attivi immediatamente, per rendere, alla sua vita e alla sua famiglia, questo suo cittadino ed evitare una conclusione drammatica della quale sarebbe comunque responsabile.

E che ci venga data una risposta, anche personale, perché il perdurare di questo silenzio nei nostri confronti non fa che accrescere la nostra angoscia

 

                                                                        Khadija Anna Lucia Pighizzini

 

5 dicembre 2007

 

per informazioni: www.giustiziaperkassim.net

 

 

alhamdulillah alle 22:42 in: giustizia per kassim
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lunedì, dicembre 03, 2007

Io non sto con lo shaikh  
 
 
-         Ma quella Khadi o come si chiama lei, quella di an-nisa, si sarà bevuta il cervello.
-         Ma sì, se n’è andata all’aceto, ormai, e non ce la recuperiamo più!
-         Si sente Ummagumma (ma si può? Ummagumma proprio… ma si è rincretinita?)
-         E si schiera contro Lo Shaikh-hafizahullah.
-         Ma come si permette, lei, che non è degna nemmeno di nominarlo. Astagfirullah! Ma sarà che si sta grandiosamente inkafirando, sennò come te la spieghi tu?
-         Già, inkafirando… Sì, sicuramente!
 
Già, inkafirando… Certo, se il kafir è quello che non segue le regole del clan, quello che te la canta così com’è, quello che si libera dal giogo dei “formalismi di setta” e non si ferma a quello che gli dicono di credere, ma ci ragiona sulle cose e crede solo per ispirazione e mai per sentito dire…
Beh, pensavo fosse il musulmano quello. Così, mi pareva d’aver capito.
La mia Via è quella e credevo fosse islamica: ero io a sbagliarmi? Sarà, ma io continuo per la mia strada, voi fate un po’ come vi pare e se vi pare.
 
Ma ricominciamo da capo, ché forse è meglio. >>>
alhamdulillah alle 11:38 in: jihad e resistenza
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